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Tao Te King von Lao Tse |
Luciano Parinetto http://www.liberliber.it/biblioteca/l/lao_tzu/ tao_te_ching/html/indice.htm Home | Index |
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1
Delinea il Tao
Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao, il nomeche può essere nominato non è l'eterno nome.
Senza nome è il principio del Cielo e della Terra, quando hanome è la madre delle diecimila creature.
Perciò chi non ha mai desideri ne contempla l'arcano, chi sempredesidera ne contempla il termine.
Quei due hanno la stessa estrazione anche se diverso nome ed insiemesono detti mistero, mistero del mistero, porta di tutti gli arcani.
2
Nutrire la persona
Sotto il cielo tutti sanno che il bello è bello, di quìil brutto, sanno che il bene è bene, di quì il male. Ècosì che essere e non-essere si danno nascita fra loro, facile edifficile si danno compimento fra loro, lungo e corto si danno misura fraloro, alto e basso si fanno dislivello fra loro, tono e nota si danno armoniafra loro, prima e dopo si fanno seguito fra loro.
Per questo il santo permane nel mestiere del non agire e attua l'insegnamentonon detto.
Le diecimila creature sorgono ed egli non le rifiuta le fa vivere manon le considera come sue, opera ma nulla si aspetta.
Compiuta l'opera egli non rimane e proprio perché non rimanenon gli vien tolto.
3
Tenere tranquillo ilpopolo
Non esaltare i più capaci fa sì che il popolo non contenda,non pregiare i beni che con difficoltà s'ottengono fa sìche il popolo non diventi ladro, non ostentare ciò che puòdesiderarsi fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
Per questo il governo del santo svuota il cuore al popolo e ne riempieil ventre, ne infiacchisce il volere e ne rafforza le ossa sempre fa sìche non abbia scienza nè brama e che colui che sa non osi agire.
Poiché egli pratica il non agire nulla v'è che non siagovernato.
4
Quel che non ha origine
Il Tao viene usato perché è vuoto e non è maipieno.Quale abisso! sembra il progenitore delle diecimila creature.
Smussa le sue punte, districa i suoi nodi, mitiga il suo splendore,si rende simile alla sua polvere.
Quale profondità! sembra che da sempre esista. Non so di chisia figlio, pare anteriore all'Imperatore del Cielo.
5
L'uso del vuoto
Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creatureper cani di paglia. Il santo non usa carità tiene i cento cognomiper cani di paglia.
Lo spazio tra Cielo e Terra come somiglia a un mantice! Si vuota manon si esaurisce, si muove ed ancora più ne esce.
Parlar molto e scrutare razionalmente vale meno che mantenersi vuoto.
6
Completa l'immagine
Lo spirito della valle non muore, è la misteriosa femmina. Laporta della misteriosa femmina è la scaturigine del Cielo e dellaTerra.
Perennemente ininterrotto come se esistesse viene usato ma non si stanca.
7
Occultare la luce
Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne. La ragione per cui ilCielo può essere perpetuo e la Terra perenne è che non vivonoper sé stessi: perciò possono vivere a lungo.
Per questo il santo pospone la sua persona e la sua persona viene premessa,apparta la sua persona e la sua persona perdura.
Non è perché è spoglio di interessi? Per questopuò realizzare il suo interesse.
8
Tornare alle qualitànaturali
Il sommo bene è come l'acqua: l'acqua ben giova alle creaturee non contende, resta nel posto che gli uomini disdegnano.
Per questo è quasi simile al Tao. Nel ristare si adatta al terreno,nel volere s'adatta all'abisso, nel donare s'adatta alla carità,nel dire s'adatta alla sincerità, nel correggere s'adatta all'ordine,nel servire s'adatta alla capacità, nel muoversi s'adatta alle stagioni.
Proprio perché non contende non viene trovata in colpa.
9
Tendere all'incolore
Chi colma ciò che possiede meglio farebbe a desistere, chi battea fino ciò che è appuntito non lo mantiene a lungo intatto.
Un palazzo colmo d'oro e di gemme non si può conservare, chisi fa arrogante perchè ricco e nobile procura da sé la suarovina.
Ad opera compiuta ritrarsi è la Via del Cielo.
10
Saper agire
Preserva l'Uno dimorando nelle due anime: sei capace di non farle separare?
Pervieni all'estrema mollezza conservando il ch'i: sei capace d'essereun pargolo?
Purificato e mondo abbi visione del mistero: sei capace d'esser senzapecca?
Governa il regno amando il popolo: sei capace di non aver sapienza?
All'aprirsi e al chiudersi della porta del Cielo sei capace d'esserfemmina?
Luminoso e comprensivo penetra ovunque: sei capace di non agire?
Fa vivere le creature e nutrile, falle vivere e non tenerle come tue,opera e non aspettarti nulla, falle crescere e non governarle. Questa èla misteriosa virtù.
11
L'utilità delnon-essere
Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo e nel suo non-essere si hal'utilità del carro, s'impasta l'argilla per fare un vaso e nelsuo non-essere si ha l'utilità del vaso, s'aprono porte e finestreper fare una casa e nel suo non-essere si ha l'utilità della casa.
Perciò l'essere costituisce l'oggetto e il non-essere costituiscel'utilità.
12
Reprimere le brame
I cinque colori fan sì che s'acciechi l'occhio dell'uomo, lecinque note fan sì che s'assordi l'orecchio dell'uomo, i cinquesapori fan sì che falli la bocca dell'uomo, la corsa e la cacciafan sì che s'imbesti il cuore dell'uomo, i beni che con difficoltàsi ottengono fan sì che sia dannosa la condotta dell'uomo.
Per questo il santo è per il ventre e non per l'occhio. Perciòrespinge l'uno e preferisce l'altro.
13
Respingere la vergogna
Favore e sfavore fanno paura, pregiar la propria persona è gransventura.
Che significa favore e sfavore fan paura? Il favore è un abbassarsi:nell'ottenerlo s'ha paura, di perderlo s'ha paura. Questo significa favoree sfavore fan paura.
Che significa pregiar la propria persona è gran sventura? Laragione per cui ho gran sventura è che tengo alla mia persona, senon tenessi alla mia persona quale sventura avrei? Per questo a chi disé fa pregio a pro del mondo si può affidare il mondo, achi di sé ha cura a pro del mondo si può confidare il mondo.
14
Introduce al mistero
A guardarlo non lo vedi, di nome è detto l'Incolore. Ad ascoltarlonon lo odi, di nome è detto l'Insonoro. Ad afferrarlo non lo prendi,di nome è detto l'Informe.
Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo, ma uniti insieme formanol'Uno. Non è splendente in alto non è oscuro in basso, nelsuo volversi incessante non gli puoi dar nome e di nuovo si riconduce all'immateriale.È la figura che non ha figura, l'immagine che non ha materia: èl'indistinto e l'indeterminato. Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio,ad andargli appresso non ne vedi la fine.
Attieniti fermamente all'antico Tao per guidare gli esseri di oggie potrai conoscere il principio antico. E' questa l'orditura del Tao.
15
Appalesa la virtù
Quelli che in antico eccellevano come adepti del Tao penetravano l'arcanoe comunicavano col mistero, erano profondi da non poter essere compresi.
Proprio perché non possono essere compresi io mi sforzeròdi darne i tratti. Irresoluti erano come chi d'inverno guada un fiume,guardinghi erano come chi teme i vicini ai quattro lati, rispettosi eranocome chi è ospite, frammentati erano come ghiaccio che si va fondendo,schietti erano come legno non ancora sgrossato, vuoti erano come valli,torbidi erano come acqua motosa.
Chi è capace d'esser motoso per fare illimpidire piano pianoriposando? Chi è capace d'esser placido per far vivere pian pianorimuovendo a lungo?
Chi s'attiene a questa Via non brama d'esser pieno, e proprio perchénon si riempie può starsene nell'ombra senza innovar l'antico.
16
Volgersi alla radice
Arrivare alla vacuità è il culmine, mantenere la quieteè schiettezza: le diecimila creature insieme sorgono ed io le vedoritornare a quelle, quando le creature hanno avuto il lor rigoglio ciascunafa ritorno alla sua radice. Tornare alla radice è quiete, il chevuol dire restituire il mandato, restituire il mandato è eternità.
Chi conosce l'eternità è illuminato, chi non la conosceinsensatamente provoca sventure. Chi conosce l'eternità tutto abbraccia,tutto abbracciando è equanime, essendo equanime è sovrano,essendo sovrano è Cielo, essendo Cielo è Tao, essendo Taoa lungo dura e per tutta la vita non corre pericolo.
17
La pura influenza
Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano, vennero poi quelliche amò ed esaltò, e poi quelli che temette, e poi quellidi cui si fece beffe: quando la sincerità venne meno s'ebbe l'insincerità.Com'erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole! Ad opera compiutae ad impresa riuscita dicevano i cento cognomi: siamo così da noistessi.
18
Lo scadimento dei costumi
Quando il gran Tao fu negletto s'ebbero carità e giustizia,quando apparvero intelligenza e sapienza s'ebbero le grandi imposture,quando i sei congiunti non furono in armonia s'ebbero pietà filialee clemenza paterna, quando gli stati caddero nel disordine s'ebbero i ministrileali.
19
Tornare alla purezza
Tralascia la santità e ripudia la sapienza e il popolo s'avvantaggeràdi cento doppie, tralascia la carità e ripudia la giustizia ed essotornerà alla pietà filiale e alla clemenza paterna, tralascial'abilità e ripudia il lucro e più non vi saranno ladri ebriganti. Quelle tre reputa formali e insufficienti, perciò insegnache v'è altro a cui attenersi: mostrati semplice e mantienti grezzo,abbi poco egoismo e scarse brame.
20
Differenziarsi dal volgo
Tralascia lo studio e non avrai afflizioni. Tra un pronto e un tardorisponder sì quanto intercorre? Quel che gli altri temono non possonon temer io. Oh, quanto son distanti e ancor non s'arrestano!
Tutti gli uomini sono sfrenati come a una festa o un banchetto sacrificale,come se in primavera ascendessero ad una torre. Sol io quanto son placido!tuttora senza presagio come un pargolo che ancor non ha sorriso, quantoson dimesso! come chi non ha dove tornare.
Tutti gli uomini hanno d'avanzo sol io sono come chi tutto ha abbandonato.Oh, il mio cuore di stolto quanto è confuso! L'uomo comune ècosì brillante sol io sono tutto ottenebrato, l'uomo comune in tuttos'intromette, solo io di tutto mi disinteresso, agitato sono come il mare,sballottato sono come chi non ha punto fermo.
Tutti gli uomini sono affaccendati sol io sono ebete come villico.Sol io mi differenzio dagli altri e tengo in gran pregio la madre che nutre.
21
Svotare il cuore
Il contenere di chi ha la virtù del vuoto solo al Tao s'adegua.Per le creature il Tao è indistinto e indeterminato. Oh, come indeterminatoe indistinto nel suo seno racchiude le immagini! Oh, come indistinto eindeterminato nel suo seno racchiude gli archetipi! Oh, come profondo emisterioso nel suo seno racchiude l'essenza dell'essere! Questa essenzaè assai genuina nel suo seno ne racchiude la conferma. Dai tempiantichi sino ad oggi il suo nome non passa e così acconsente a tuttigli inizi. Da che conosco il modo di tutti gli inizi? Da questo.
22
L'umiltà cheeleva
Se ti pieghi ti conservi, se ti curvi ti raddrizzi, se t'incavi tiriempi, se ti logori ti rinnovi, se miri al poco ottieni se miri al moltoresti deluso. Per questo il santo preserva l'Uno e diviene modello al mondo.Non da sé vede perciò è illuminato, non da se s'approvaperciò splende, non da sé si gloria perciò ha merito,non da sé s'esalta perciò a lungo dura. Proprio perchénon contende nessuno al mondo può muovergli contesa. Quel che dicevanogli antichi: se ti pieghi ti conservi, erano forse parole vuote? In verità,integri tornavano.
23
Il vuoto non-essere
Il parlar dell'Insonoro è spontaneità. Per questo unturbine di vento non dura una mattina, un rovescio di pioggia non durauna giornata. Chi opera queste cose? Il Cielo e la Terra. Se perfino ilCielo e la Terra non possono persistere tanto più lo potràl'uomo? Perciò compi le tue imprese come il Tao. Chi si dàal Tao s'immedesima col Tao, chi si dà alla virtù s'immedesimacon la virtù, chi si dà alla perdita s'immedesima con laperdita. Chi s'immedesima col Tao nel Tao si rallegra d'ottenere, chi s'immedesimacon la virtù nella virtù si rallegra d'ottenere, chi s'immedesimacon la perdita nella perdita si rallegra d'ottenere. Quando la sinceritàvien meno si ha l'insincerità.
24
La penosa benignità
Chi sta sulla punta dei piedi non si tiene ritto, chi sta a gambe larghenon cammina, chi da sé vede non è illuminato, chi da sés'approva non splende, chi da sé si gloria non ha merito, chi dasé s'esalta non dura a lungo. Nel Tao queste cose sono avanzumied escrescenze, che le creature hanno sempre detestati. Per questo nonrimane chi pratica il Tao.
25
Raffigura l'origine
C'è un qualcosa che completa nel caos, il quale vive prima delCielo e della Terra. Come è silente, come è vacuo! Se nesta solingo senza mutare, ovunque s'aggira senza correr pericolo, si puòdire la madre di ciò che è sotto il cielo. Io non ne conoscoil nome e come appellativo lo dico Tao, sforzandomi a dargli un nome lodico Grande. Grande ovvero errante, errante ovvero distante, distante ovverotornante. Perciò il Tao è grande, il Cielo è grande,la Terra è grande ed anche il sovrano è grande. Nell'universovi sono quattro grandezze ed il sovrano sta in una di esse. L'uomo si conformaalla Terra, la Terra si conforma al Cielo, il Cielo si conforma al Tao,il Tao si conforma alla spontaneità.
26
La virtù delgrave
Il grave è radice del leggero, il quieto è signore dell'irrequieto.Per questo il santo viaggia tutto il giorno senza discostarsi dal bagaglio,anche se possiede palazzi regali placidamente se ne sta distaccato. Chesarà se il signore di diecimila carri leggero si fa nel mondo? Seè leggero perde il fondamento, se è irrequieto perde la suasignoria.
27
L'uso dell'abilità
Chi ben viaggia non lascia solchi né impronte, chi ben parlanon ha pecche né biasimi, chi ben conta non adopra bastoncelli nélistelle, chi ben chiude non usa sbarre né paletti eppure non sipuò aprire, chi ben lega non usa corde né vincoli eppurenon si può sciogliere. Per questo il santo sempre ben soccorre gliuomini e perciò non vi sono uomini respinti, sempre bene soccorrele creature e perciò non vi sono creature respinte: ciò sichiama trasfondere l'illuminazione. Così l'uomo che è buonoè maestro dell'uomo non buono, l'uomo che non è buono èprofitto all'uomo buono. Chi non apprezza un tal maestro, chi non ha caroun tal profitto, anche se è sapiente cade in grave inganno: questosi chiama il mistero essenziale.
28
Tornare alla semplicità
Chi sa d'esser maschio e si mantiene femmina è la forra delmondo, essendo la forra del mondo la virtù mai non si separa dalui ed ei ritorna ad essere un pargolo. Chi sa d'esser candido e si mantieneoscuro è il modello del mondo, essendo il modello del mondo la virtùmai non si scosta da lui ed ei ritorna all'infinito. Chi sa d'esser gloriosoe si mantiene nell'ignominia è la valle del mondo, essendo la valledel mondo la virtù sempre si ferma in lui ed ei ritorna ad essergrezzo. Quando quel ch'è grezzo vien tagliato allora se ne fannostrumenti, quando l'uomo santo ne usa allora ne fa i primi tra i ministri.Per questo il gran governo non danneggia.
29
Non agire
Quei che volendo tenere il mondo lo governa, a mio parere non vi riusciràgiammai.Il mondo è un vaso sovrannaturale che non si può governare:chi governa lo corrompe, chi dirige lo svia, poiché tra le creaturetaluna precede ed altra segue, taluna è calda ed altra èfredda, taluna è forte ed altra è debole, taluna ètranquilla ed altra è pericolosa. Per questo il santo rifugge dall'eccesso,rifugge dallo sperpero, rifugge dal fasto.
30
Limitare le operazionimilitari
Quei che col Tao assiste il sovrano non fa violenza al mondo con learmi, nelle sue imprese preferisce controbattere. Là dove stanzianole milizie nascono sterpi e rovi, al seguito dei grandi eserciti vengonocerto annate di miseria. Chi ben li adopra soccorre e basta, non osa conessi acquistar potenza. Soccorre e non si esalta, soccorre e non si gloria,soccorre e non s'insuperbisce, soccorre quando non può farne a meno,soccorre ma non fa violenza. Quel che s'invigorisce allor decade: vuoldire che non è conforme al Tao. Ciò che non è conformeal Tao presto finisce.
31
Desistere dalle operazionimilitari
Ecco che son le belle armi: strumenti del malvagio che le creaturehan sempre detestati. Per questo non rimane chi pratica il Tao. Il saggio,che è pacifico, tiene in pregio la sinistra, chi adopra l'armi tienein pregio la destra. Ecco che son l'armi: strumenti del malvagio non strumentidel saggio, il quale li adopra solo se non può farne a meno. Avendoper supreme pace e quiete, ei vince ma non se ne compiace, chi se ne compiacegioisce nell'uccidere gli uomini. Ora chi gioisce nell'uccidere gli uomininon può attuare i suoi intenti nel mondo. Nelle gesta fauste sitiene in onore la sinistra, nelle gesta infauste si tiene in onore la destra.Il luogotenente sta alla sinistra, il duce supremo sta alla destra: assumeil posto del rito funebre. Quei che gli uomini ha ucciso in massa li piangecon cordoglio e con tristezza: la vittoria in guerra gli assegna il postodel rito funebre.
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La virtù delsanto
Il Tao in eterno è senza nome, è grezzo per quanto minimosia, nessuno al mondo è capace di fargli da ministro. Se principie sovrani fossero capaci di attenervisi, le diecimila crature da sési sottometterebbero, il Cielo in mutuo accordo con la Terra farebbe discenderesoave rugiada e il popolo, senza alcuno che lo comandi, da sé troverebbeil giusto assetto. Quando si cominciò ad intagliare si ebbero inomi. Tutto quello che ha nome viene trattato come proprio, perciòsappi contenerti. Chi sa contenersi può non correre pericolo. Paragonala presenza del Tao nel mondo ai fiumi e ai mari cui accorrono rivi e valli.
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La virtù deldiscernimento
Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce sé stessoè illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince séstesso è forte. Chi sa contentarsi è ricco, chi strenuamenteopera attua i suoi intenti. A lungo dura chi non si diparte dal suo stato,ha vita perenne quello che muore ma non perisce.
34
Confidare nel perfetto
Come è universale il gran Tao! può stare a sinistra comea destra. In esso fidando vengono alla vita le creature ed esso non lerifiuta, l'opera compiuta non chiama sua. Veste e nutre le creature manon se ne fa signore, esso che sempre non ha brame può esser nominatoPiccolo. Le creature ad esso si volgono ma esso non se ne fa signore, puòesser nominato Grande. Poiché giammai si fa grande può realizzarela sua grandezza.
35
La virtù dellacarità
Verso chi tiene in sé la grande immagine il mondo accorre, accorree non riceve danno ma calma e pace grandi. Attratto da musiche e bevandeprelibate si ferma il viator che passa, ma quel che al Tao esce di boccacom'è scipito! non ha sapore. A guardarlo non riesci a vederlo,ad ascoltarlo non riesci ad udirlo, ad usarlo non riesci ad esaurirlo.
36
L'occulto e il palese
Quei che vuoi che si contragga devi farlo espandere, quei che vuoiche s'indebolisca devi farlo rafforzare, quei che vuoi che rovini devifarlo prosperare, a quei che vuoi che sia tolto devi dare. Questo èl'occulto e il palese. Mollezza e debolezza vincono durezza e forza. Alpesce non conviene abbandonar l'abisso, gli strumenti profittevoli al regnonon conviene mostrarli al popolo.
37
Esercitare il governo
Il Tao in eterno non agisce e nulla v'è che non sia fatto. Seprincipi e sovrani fossero capaci d'attenervisi, le creature da sési trasformerebbero. Quelli che per trasformarle bramassero operare ioli acquieterei con la semplicità di quel che non ha nome anch'essenon avrebbero brame, quando non han brame stanno quiete e il mondo da sés'assesta.
38
Espone la virtù
La virtù somma non si fa virtù per questo ha virtù,la virtù inferiore non manca di farsi virtù per questo nonha virtù. La virtù somma non agisce ma non ha necessitàdi agire, la virtù inferiore agisce ma ha necessità di agire.La somma carità agisce ma non ha necessità di agire, la sommagiustizia agisce ma ha necessità di agire, il sommo rito agiscee se non viene corrisposto si denuda le braccia e trascina a forza. Fucosì che perduto il Tao venne poi la virtù, perduta la virtùvenne poi la carità, perduta la carità venne poi la giustizia,perduta la giustizia venne poi il rito: il rito è labilitàdella lealtà e della sincerità e foriero di disordine. Chiper primo conosce è fior nel Tao e principio di ignoranza. Per questol'uomo grande resta in ciò che è solido e non si soffermain ciò che è labile, resta nel frutto e non si sofferma nelfiore. Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro.
39
Uniformarsi al fondamento
In principio questi ottenner l'Uno: il Cielo l'ottenne e per esso fupuro, la Terra l'ottenne e per esso fu tranquilla, gli esseri sovrannaturalil'ottennero e per esso furono potenti, la valle l'ottenne e per esso furicolma, le creature l'ottennero e per esso vissero, principi e sovranil'ottennero e per esso furon retti nel governare il mondo. Costoro ne furonoresi perfetti. Se il Cielo non fosse puro per esso temerebbe di squarciarsi,se la Terra non fosse tranquilla per esso temerebbe di fendersi, se gliesseri sovrannaturali non fossero potenti per esso temerebbero d'annullarsi,se la valle non fosse ricolma per esso temerebbe d'inaridirsi, se le creaturenon vivessero per esso temerebbero di spegnersi, se principi e sovraninon fossero nobili e alti per esso temerebbero di cadere. Il nobile haper fondamento il vile, l'alto ha per basamento il basso. Perciòquando principi e sovrani chiamano sé stessi l'orfano, lo scarsodi virtù, l'incapace, non è perché considerano lorfondamento il vile? Ahimé, no! Quando hai finito d'enumerare leparti del carro ancor non hai il carro. Non voler essere pregiato comegiada né spregiato come pietra.
40
Dove andare e che adoperare
Il tornare è il movimento del Tao, la debolezza è quelche adopra il Tao. Le diecimila creature che sono sotto il cielo hannovita dall'essere, l'essere ha vita dal non-essere.
41
Equipara le diversità
Quando il gran dotto apprende il Tao lo pratica con tutte le sue forze,quando il medio dotto apprende il Tao or lo conserva ed or lo perde, quandol'infimo dotto apprende il Tao se ne fa grandi risate: se non fosse derisonon sarebbe degno d'essere il Tao. Perciò motti invalsi dicono:illuminarsi nel Tao è come ottenebrarsi, avanzare nel Tao ècome regredire, spianarsi nel Tao è come incavarsi, la virtùsomma è come valle, il gran candore è come ignominia, lavirtù vasta è come insufficienza, la virtù salda ècome esser volgo, la naturale genuinità è come sbiadimento,il gran quadrato non ha angoli, il gran vaso tardi si completa, il gransuono è una sonorità insonora, la grande immagine non haforma. Il Tao è nascosto e senza nome, ma proprio perchéè il Tao ben impresta e completa.
42
Le trasformazioni deltao
Il Tao generò l'Uno, l'Uno generò il Due, il Due generòil Tre,, il Tre generò le diecimila creature. Le creature voltanole spalle allo yin e volgono il volto allo yang, il ch'i infuso le rendearmoniose. Ciò che l'uomo detesta è d'essere orfano, scarsodi virtù, incapace, eppur sovrani e duchi se ne fanno appellativi.Perciò tra le creature taluna diminuendosi s'accresce, taluna accrescendosisi diminuisce. Ciò che gli altri insegnano anch'io l'insegno: quelliche fan violenza non muoiono di morte naturale. Di questo farò l'avviodel mio insegnamento.
43
Lo strumento universale
Ciò che v'è di più molle al mondo assoggetta ciòche v'è di più duro al mondo, quel che non ha esistenza penetralà dove non sono interstizi. Da questo so che v'è profittonel non agire. All'insegnamento non detto, al profitto del non agire, pochidi quelli che sono sotto il cielo arrivano.
44
Il fermo ammonimento
Tra fama e persona che è più caro? Tra persona e beniche è più importante? Tra acquistare e perdere che èpiù penoso? Per questo chi ardentemente brama certo assai sperpera,chi molto accumula certo assai perde. Chi sa accontentarsi non subisceoltraggio, chi sa contenersi non corre pericolo e può durare a lungo.
45
L'immensa virtù
La grande completezza è come spezzettamento che nell'uso nonsi rompe, la grande pienezza è come vuotezza che nell'uso non siesaurisce, la grande dirittura è come sinuosità, la grandeabilità è come inettitudine, la grande eloquenza ècome balbettio. L'agitazione finisce nell'algore, la quiete finisce nelcalore: la pura quiete è la regola del mondo.
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Esser parco nelle brame
Quando nel mondo vige il Tao i cavalli veloci sono mandati a concimarei campi, quando nel mondo non vige il Tao i cavalli da battaglia vivonoai confini. Colpa non v'è più grande che secondar le brame,sventura non v'è più grande che non saper accontentarsi,difetto non v'è più grande che bramar d'acquistare. Queiche conosce la contentezza dell'accontentarsi sempre è contento.
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Scrutare ciòche è lontano
Senza uscir dalla porta conosci il mondo, senza guardar dalla finestrascorgi la Via del Cielo. Più lungi te ne vai meno conosci. Per questoil santo non va dattorno eppur conosce, non vede e più discerne,non agisce eppur completa.
48
Obliare la sapienza
Chi si dedica allo studio ogni dì aggiunge, chi pratica il Taoogni dì toglie, toglie ed ancor toglie fino ad arrivare al non agire:quando non agisce nulla v'è che non sia fatto. Quei che regge ilmondo sempre lo faccia senza imprendere, se poi imprende non è attoa reggere il mondo.
49
Confidare nella virtù
Il santo non ha un cuore immutabile, ha per cuore il cuore dei centocognomi. Per me è bene ciò che hanno di buono, ed èbene anche ciò che hanno di non buono, la virtù li rendebuoni; per me è sincerità ciò che hanno di sincero,ed è sincerità anche ciò che hanno di non sin cero,la virtù li rende sinceri. Il santo sta nel mondo tutto timorosoe per il mondo rende promiscuo il suo cuore. I cento cognomi in lui affiggonoocchi e orecchi e il santo li tratta come fanciulli.
50
Tenere in pregio lavita
Uscire è vivere, entrare è morire. Seguaci della vitasono tre su dieci, seguaci della morte sono tre su dieci, gli uomini chela vita tramutano in disposizione alla morte son pur essi tre su dieci.Per qual motivo? Perchè vivono l'intensità della vita. Orio ho appreso che chi ben nutre la vita va per deserti senza incontrarrinoceronti e tigri, va tra gli eserciti senza indossar corazza e arme:il rinoceronte non ha dove infilzare il corno, la tigre non ha dove affondarl'artiglio, il guerriero non ha dove immergere la spada. Per qual motivo?Perchè costui non ha disposizione alla morte.
51
La virtù chenutre
Il Tao le fa vivere, la virtù le alleva, con la materia dàloro la forma, con le vicende dà loro la completezza. Per questole creature tutte venerano il Tao e onorano la virtù: venerare ilTao e onorare la virtù nessuno lo comanda ma viene ognor spontaneo.Quindi il Tao fa vivere, la virtù alleva, fa crescere, sviluppa,completa, matura, nutre, ripara. Le fa vivere ma non le tiene come sueopera ma nulla s'aspetta, le fa crescere ma non le governa. Questa èla misteriosa virtù.
52
Volgersi all'origine
Il mondo ebbe un principio che fu la madre del mondo. Chi èpervenuto alla madre da essa conosce il figlio, chi conosce il figlio etorna a conservar la madre fino alla morte non corre pericolo. Chi ostruisceil suo varco e chiude la sua porta per tutta la vita non ha travaglio,chi spalanca il suo varco ed accresce le sue imprese per tutta la vitanon ha scampo. Illuminazione è vedere il piccolo, forza èattenersi alla mollezza. Chi fa uso della vista e torna ad introverterelo sguardo non abbandona la persona alla rovina. Questo dicesi praticarl'eterno.
53
Trarre profitto dalleprove
Se avessimo grande sapienza cammineremmo nella gran Via e solo di agiretemeremmo. La gran Via è assai piana, ma la gente preferisce i sentieri.Quando il palazzo reale è troppo ben tenuto i campi son del tuttoincolti e i granai son del tutto vuoti. Indossar vesti eleganti e ricamate,portare alla cintura spade acuminate, rimpinzarsi di vivande e di bevandee ricchezze e beni aver d'avanzo, è sfarzo da ladrone. E' contrarioal Tao, ahimé!
54
Coltivare e contemplare
Chi ben si fonda non vien divelto, a chi ben stringe non vien tolto:con questa Via figli e nipoti gli offriranno sacrifici ininterrotti. Sela coltiva nella persona la sua virtù è la genuinità,se la coltiva nella famiglia la sua virtù è la sovrabbondanza,se la coltiva nel villaggio la sua virtù è la reverenza,se la coltiva nel regno la sua virtù è la floridezza, sela coltiva nel mondo la sua virtù è l'universalità.Per questo contempla le persone dalla sua persona, contempla le famigliedalla sua famiglia, contempla i villaggi dal suo villaggio, contempla iregni dal suo regno, contempla il mondo dal suo mondo. Come so che il mondoè così? Da questo.
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Il simbolo del mistero
Quei che racchiude in sé la pienezza della virtù èparagonabile ad un pargolo, che velenosi insetti e serpi non attoscano,belve feroci non artigliano, uccelli rapaci non adunghiano. Deboli ha l'ossae molli i muscoli eppur la sua stretta è salda, ancor non sa dell'unionedei sessi eppur tutto si aderge: è la perfezione dell'essenza, tuttoil giorno vagisce eppur non diviene fioco: è la perfezione dell'armonia.Conoscer l'armonia è eternità, conoscer l'eternitàè illuminazione, vivere smodatamente la vita è prodromo disventura, con la mente comandare al ch'i significa indu rirsi. Quel ches'invigorisce allor decade: questo vuol dire che non è conformeal Tao. Ciò che non è conforme al Tao presto finisce.
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La misteriosa virtù
Quei che sa non parla, quei che parla non sa. Chi ostruisce il suovarco, chiude la sua porta, smussa le sue punte, districa i suoi nodi,mitiga il suo splendore, si rende simile alla sua polvere, dicesi accomunatocol mistero. Per questo costui non può essere attirato népuò essere respinto, non può essere avvantaggiato népuò essere danneggiato, non può essere nobilitato népuò essere umiliato. Per questo è il più nobile delmondo.
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Rendere puri i costumi
Quando con la correzione si governa il mondo con la falsitàs'adopran l'armi: il mondo si regge col non imprendere. Da che so che ècosì? Dal presente. Più numerosi ha il sovrano i giorni nefastie le parole proibite più il popolo cade in miseria, più numerosiha il popolo gli strumenti profittevoli più i regni cadono nel disordine,più numerosi hanno gli uomini gli artifizi e le abilità piùappaiono cose rare, più si fa sfoggio di belle cose più numerosisi fanno ladri e briganti. Per questo il santo dice: io non agisco e ilpopolo da sé si trasforma, io amo la quiete e il popolo da sési corregge, io non imprendo e il popolo da sé s'arricchisce, ionon bramo e il popolo da sé si fa semplice.
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Adattarsi alle vicissitudini
Quando il governo di tutto si disinteressa il popolo è unito,quando il governo in tutto si intromette il popolo è frammentato.La fortuna si origina dalla sfortuna, la sfortuna si nasconde nella fortuna.Chi ne conosce il culmine? Quei che non corregge. La correzione si convertein falsità, il bene si converte in presagio di sventura e ogni dìlo sconcerto del popolo si fa più profondo e più durevole.Per questo il santo è quadrato ma non taglia, è incorrottoma non ferisce, è diritto ma non ostenta, è luminoso ma nonabbaglia.
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Mantenersi nel Tao
Nel governare gli uomini e nel servire il Cielo nulla è megliodella parsimonia, perchè solo la parsimonia antepone l'ottenere.Anteporre l'ottenere significa accumulare virtù. Chi accumula virtùtutto sottomette, quando tutto sottomette nessuno conosce il suo culmine,quando nessuno conosce il suo culmine ei può possedere il regno.Chi possiede la madre del regno può durare a lungo. Questo si chiamaaffondare le radici e rinsaldare il tronco, via della lunga vita e dell'eternagiovinezza.
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Stare nella dignitàregale
Governare un gran regno è come friggere pesciolini minuti. Quandosi sovrintende al mondo con il Tao i mani non mostrano la potenza loro.Non che i mani non abbiano potenza ma la potenza loro non nuoce agli uomini,non che la potenza loro non nuoccia agli uomini ma il santo non nuoce agliuomini. Questi due non si nuocciono fra loro, per questo le virtùloro insieme confluiscono
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La virtù dell'umiltà
Il gran regno che si tiene in basso è la confluenza del mondo,è la femmina del mondo. La femmina sempre vince il maschio con laquiete, poiché chetamente se ne stà sottomessa. Per questoil gran regno che si pone al disotto del piccolo regno attrae il piccoloregno, il piccolo regno che sta al disotto del gran regno attrae il granregno: l'uno si abbassa per attrarre, l'altro attrae perchè stain basso. Il gran regno non ecceda per la brama di pascere ed unire glialtri, il piccolo regno non ecceda per la brama d'essere accetto e serviregli altri. Affinchè ciascuno ottenga ciò che brama al grandeconviene tenersi in basso.
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Praticare il Tao
Ecco che cosa è il Tao: il rifugio delle creature, tesoro peril buono, protezione per il malvagio. A parlarne con elogio si puòtener mercato, a seguirlo con rispetto si può emergere sugli altri.Degli uomini malvagi quale può essere respinto? Per questo si ponesul trono il Figlio del Cielo e si nominano i tre gran ministri. Anchese costoro hanno il gran pi per ottenere precedenza alla loro quadriga,è meglio che se ne stiano seduti ad avanzare in questo Tao. Qualeera la ragione per cui gli antichi apprezzavano questo Tao? Non dicevanoforse: ottiene chi con esso cerca, con esso sfugge chi è in colpa?Per questo è ciò che v'è di più prezioso almondo.
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L'inizio favorevole
Pratica il non agire, imprendi il non imprendere, assapora l'insapore,considera grande il piccolo e molto il poco, ripaga il torto con la virtù.Progetta il difficile nel suo facile, opera il grande nel suo piccolo:le imprese più difficili sotto il cielo certo cominciano nel facile,le imprese più grandi sotto il cielo certo cominciano nel piccolo.Per questo il santo non opera il grande e così può completarela sua grandezza. Chi promette alla leggera trova scarso credito, chi reputatutto facile trova tutto difficile. Per questo al santo tutto pare difficilee così nulla gli è difficile.
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Attenersi al piccolo
Quello che è fermo con facilità si trattiene, quelloche non è cominciato con facilità si divisa, quello che èfragile con facilità si spezza, quello che è minuto con facilitàsi disperde: opera quando ancora non è in essere, ordina quandoancora non è in disordine. Un albero che a braccia aperte si misuranasce da un minuscolo arboscello, una torre di nove piani comincia conun cumulo di terra, un viaggio di mille li principia da sotto il piede.Chi governa corrompe, chi dirige svia. Per questo il santo non governae perciò non corrompe, non dirige e perciò non svia. La gentenel condurre le proprie imprese sul punto di compierle sempre le guasta,se curasse la fine come il principio allora non vi sarebbero imprese guaste.Per questo il santo brama quello che non è bramato e non pregiai beni che con difficoltà si ottengono, studia quello che non vienestudiato e ritorna su quello che gli altri han travalicato. Per favorirela spontaneità delle creature non osa agire.
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La pura virtù
In antico chi ben praticava il Tao con esso non rendeva perspicaceil popolo, ma con esso si sforzava di renderlo ottuso: il popolo con difficoltàsi governa poiché la sua sapienza è troppa. Perciògovernare il regno con la sapienza è la rovina del regno, governareil regno non con la sapienza è la prosperità del regno. Chisa queste due cose diviene simile al modello, saper divenire simile almodello è la misteriosa virtù. Profonda e imperscrutabileè la misteriosa virtù e contrapposta alle creature, ma allafine arriva alla grande conformità.
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Posporre sé stesso
La ragione per cui fiumi e mari possono essere sovrani di cento valliè che ben se ne tengono al disotto: perciò possono esseresovrani di cento valli. Così chi vuole stare disopra al popolo coni detti se ne pone al disotto, chi vuol stare davanti al popolo con lapersona ad esso si pospone. Per questo il santo sta disopra ed il popolonon ne è gravato, sta davanti ed il popolo non ne è ostacolato.Così il mondo gioisce di sospingerlo innanzi e mai ne è sazio.Poiché ei non contende nessuno al mondo può muovergli contesa.
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Le tre cose preziose
Tutti al mondo dicono che il mio Tao è grande ma che sembranon esser simile a nulla. Proprio perché è grande sembrache non sia simile a nulla, se fosse simile a qualcosa l'impaccerebbe lasua piccolezza. Io ho tre cose preziose che mi tengo ben strette e custodisco:la prima è la misericordia, la seconda è la parsimonia, laterza è il non ardire d'esser primo nel mondo. Sono misericordiosoe perciò posso essere intrepido, sono parsimonioso e perciòposso essere generoso, non ardisco d'esser primo nel mondo e perciòposso esser capo degli strumenti perfetti. Oggi si è intrepidi trascurandola misericordia, si è generosi trascurando la parsimonia, si èprimi trascurando di posporsi. E' la morte! Chi è misericordiosonel guerreggiare è vittorioso, nel difendere è saldo. Queiche il cielo vuol salvare facendolo misericordioso lo preserva.
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Rendersi eguale al cielo
Chi ben fa il capitano non è irruente, chi ben guerreggia nonè impetuoso, chi ben vince il nemico non dà battaglia, chibene adopera gli uomini se ne pone al di sotto: questa è la virtùdel non contendere, questa è la forza dell'adoprar gli uomini, questoè rendersi eguale al Cielo, il culmine per gli antichi.
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L'uso del mistero
Sull'adoperar gli eserciti c'è un detto: non oso far da padronee faccio l'ospite, non oso avanzar d'un pollice e indietreggio di un piede.Questo vuol dire che non vi sono truppe da schierare, che non vi sono bracciada denudare, che non vi sono armi da impugnare. Sventura non v'èmaggiore che osteggiare alla leggera. Se osteggio alla leggera son vicinoa perdere quel che m'è più prezioso. Perciò quandogli eserciti si mettono in campagna per scontrarsi, quello che èpiù pietoso vince.
70
La difficoltàdi intendere
Le mie parole facilmente si intendono e facilmente si attuano, ma nessunoal mondo sa intenderle, nessuno al mondo sa attuarle. Le mie parole hannoun progenitore, le mie imprese hanno un principe, ma appunto perchènon le intendono non intendono me. Poiché quelli che mi intendonosono rari quelli che mi imitano sono da tenere in pregio. Per questo ilsanto indossa rozze vesti e cela nel seno la giada.
71
Il difetto della sapienza
Somma cosa è l'ignoranza del sapiente, insania è la sapienzadell'ignorante. Solo chi si affligge di questa insania non è insano.Il santo non è insano perchè si affligge di questa insania.Per questo non è insano.
72
Aver cura disé
Quando il popolo non teme la tua autorità allora sopravvienela grande autorità. Non trovare angusto ciò che ti dàpace, non disgustarti di ciò che ti fa vivere, poiché solochi non se ne disgusta non disgusta. Per questo il santo di sé conoscema di sé non fa mostra, di sé ha cura ma di sé nonfa pregio. Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro.
73
Quel che lascia agire
Muore chi nell'osare pone il coraggio, vive chi nel non osare poneil coraggio: di questi due l'uno è profitto e l'altro è danno.Di quel che il cielo ha in odio chi conosce la ragione? Per questo il santoreputa difficile il primo. La Via del Cielo è di ben vincere senzacontendere, è di ben suscitar risposta senza parlare, è diben attrarre senza chiamare, è di ben divisare con ampiezza. Larete del Cielo tutto avvolge, ha maglie larghe ma nulla ne sfugge.
74
Reprimere gli inganni
Quando il popolo non teme di morire a che vale impaurirlo con la morte?Se faccio si che il popolo sempre tema di morire e quei che induce in ingannoio possa prenderlo e metterlo a morte, chi sarà tanto ardito? Sempremandi a morte chi ne ha la potestà, mettere a morte in vece di chine ha la potestà significa maneggiar l'ascia in vece del gran mastro.Quelli che maneggian l'ascia in vece del gran mastro raramente non si ferisconole mani.
75
I danni della cupidigia
Il popolo soffre la fame perché chi sta sopra divora troppetasse: ecco perché soffre la fame. Il popolo con difficoltàsi governa perché chi sta sopra s'affaccenda: ecco perchécon difficoltà si governa. Il popolo dà poca importanza allamorte perché chi sta sopra cerca l'intensità della vita:ecco perché da poca importanza alla morte. Solo chi non si affaccendaper vivere è più saggio di chi la vita tiene in pregio.
76
Guardarsi dalla forza
Alla nascita l'uomo è molle e debole, alla morte è duroe forte. Tutte le creature, l'erbe e le piante quando vivono son mollie tenere quando muoiono son aride e secche. Durezza e forza sono compagnedella morte, mollezza e debolezza sono compagne della vita. Per questochi si fa forte con le armi non vince, L'albero che è forte vieneabbattuto. Quel che è forte e robusto sta in basso, quel che èmolle e debole sta in alto.
77
La via del cielo
La Via del Cielo come è simile all'armar l'arco! Quel ch'èalto viene abbassato, quel ch'è basso viene innalzato, quello cheeccede viene ridotto, quel che difetta viene accresciuto. La Via del Cieloè di diminuire a chi ha in eccedenza e di aggiungere a chi non haa sufficienza. Non è così la Via dell'uomo: ei diminuiscea chi non ha a sufficienza per donare a chi ha in eccedenza. Chi ècapace di donare al mondo ciò che ha in eccedenza? Solo colui chepratica il Tao. Per questo il santo opera ma nulla s'aspetta compiuta l'operanon rimane, non vuole mostrare di eccellere.
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Portare il fardellodella sincerità
Nulla al mondo è più molle e più debole dell'acquaeppur nell'abradere ciò che è duro e forte nessuno riescea superarla, nell'uso nulla può cambiarla. La debolezza vince laforza, la mollezza vince la durezza: al mondo non v'è nessuno chenon lo sappia, ma nessuno v'è che sia capace di attuarlo. Per questoil santo dice: chi prende su di sé le sozzure del regno èsignore dell'altare della terra e dei grani, chi prende su di séi mali del regno è sovrano del mondo. Un detto esatto che apparecontraddittorio.
79
Ottemperare ai patti
Se cancelli un'offesa, ma un po' offeso rimani ancora, credi che siaun bene? Se, per contratto, il saggio è creditore, dal debitorenon esige nulla. Adempie al proprio impegno chi è virtuoso; badaagli impegni altrui chi non è virtuoso. La Via del cielo non faparentele, ma sta costantemente con il buono.
80
Isolarsi
Piccoli regni con pochi abitanti: arnesi da lavoro in luogo d'uomini(sian dieci o cento) il popolo non usi. Tema la morte e fuori non emigri.Se anche vi son navigli e vi son carri, il popolo non tenti di salirvi;se anche vi son corrazze e vi son armi, mai e poi mai le tiri fuori ilpopolo. E ritorni ad usar nodi di corda; e trovi gusto in cibi e vestisuoi; ed ami la sua casa, i suoi costumi. Se stati vi vedessero vicinitanto che cani e galli se ne udissero, invecchino così, fino allamorte quei due popoli: senza alcun contatto.
81
L'emersione del naturale
Parole autentiche non sono adorne; parole adorne autentiche non sono.Colui che è buono, non sfoggia parole, e chi sfoggia parole, nonè buono. Chi sa di tutto, certo con è saggio; né chiè saggio, di certo, sa di tutto. Il vero saggio per sé nonprovvede: se si spende negli altri, per sé acquista; e, piùdona, più ottiene per se stesso. La Via del cielo aiuta, non fadanni; la Via del saggio agisce senza lotta.